Blockchain non guarda solo ai Bitcoin

Parliamo oggi del mondo delle app per criptovalute. La Blockchain è la tecnologia che è alla base di Bitcoin e delle altre criptovalute. Ma fermarci qui sarebbe troppo riduttivo e semplicistico. La domanda è: perché tutti, anche chi si occupa di sviluppo app, sta guardando con sempre più interesse alla Blockchain? Perché alcuni la definiscono addirittura una rivoluzione come è stata quella di internet? Ma soprattutto, come spiegare cosa è la Blockchain senza farci venire il mal di testa? Ci viene in soccorso Wikipedia, che descrive la “catena di blocchi” in questo modo.

APP PER CRIPTOVALUTE: BLOCKCHAIN

La blockchain può essere semplificata come un processo in cui un insieme di soggetti condivide risorse informatiche (memoria, CPU, banda) per rendere disponibile alla comunità di utenti un database virtuale generalmente di tipo pubblico (ma ne esistono anche esempi di implementazioni private) e in cui ogni partecipante ha una copia dei dati.

I vantaggi principali di questa tecnologia sono da ricercarsi nella sicurezza (grazie alla crittografia) e nel rapporto di fiducia, ma soprattutto nella decentralizzazione, che impedisce monopoli di controllo e gestione dati.

Sviluppo app: da Blockchain a Blockstack, ecco cos’è

In un recente articolo della Stampa si fa riferimento a una Blockchain delle app. In particolar modo a Blockstack, vale a dire un browser open source basato su tecnologia blockchain. Questo solo è sufficiente a capire quanto detto prima; ovvero che con la blockchain siamo protagonisti di una rivoluzione pari a quella che è stata la diffusione di internet.

E così i creatori di Blockstack spiegano questo progetto comparandola a “una nuova internet per app decentralizzate”. Non esiste un server centralizzato, ma la gestione delle operazioni viene eseguita su singoli computer interconnessi. La navigazione? Avviene dopo l’installazione del software e l’accesso alla piattaforma.

App per criptovalute

Blockstack serve a far eseguire applicazioni. Queste ultime, scrive Marco Tonelli sul quotidiano torinese, sono “basate su catene di computer che validano a vicenda i contenuti, condivisi attraverso un sistema di protezione fondato sulla crittografia”. La blockchain è usata per programmi in grado di essere indipendenti da server e cloud centralizzati. In questo modo a essere premiata è la sicurezza delle informazioni e dei contenuti che vengono trasmessi. Questo è un procedimento che ha ancora bisogno di un po’ di tempo per essere migliorato sotto l’aspetto dell’efficacia e della velocità. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, il futuro risulta molto promettente.

Fatto sta che ci troviamo di fronte a una Internet duplicata, dalla base differente. Con programmi che ricalcano i servizi che oggi utilizziamo quotidianamente – dai documenti che condividiamo nei cloud a programmi di condivisione video come YouTube. Ma in cui la pubblicità mirata tanto spesso detestata non è presente. Perché un algoritmo che consenta di conoscere i nostri gusti per poi “venderlo” a terzi è fuori di ogni logica. Tutto questo, nella nuova internet basata sulla Blockchain e con le nuove app che utilizzeremo sulle nuove piattaforma, è al centro della nuova rivoluzione. O, per meglio dire, della nuova era.

(Daniele Sforza)

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